lunedì 29 novembre 2021

Iscariot di Rocco D’Anzi

Questa è la storia di Lorenzo Berthod, giovane regista giunto a un punto cruciale del suo percorso umano e artistico. Dopo aver vinto uno dei festival cinematografici più importanti del Paese, gli viene consegnata una lettera di convocazione da parte della Business Film Company, una casa di produzione tra le più rinomate al mondo. John McNamara, produttore senior, nonché il mandante della sua convocazione, sembra ammirare moltissimo il talento del ragazzo tanto da proporgli un contratto milionario per convincerlo ad accettare la regia del loro prossimo blockbuster. Il film si chiamerà ‘Iscariot’ e parlerà della crocifissione di Cristo, ma narrata questa volta dal punto di vista di Giuda Iscariota. Lorenzo, seppur con molte riserve, accetta la proposta e gli verranno presentati i membri principali della troupe, ovvero Melissa, Rocco, Leonardo e Antoine. Una scrittura densa e intensa quella di Rocco D’Anzi in un esordio che farà sicuramente discutere.

Rocco D’Anzi nasce a Novi Ligure il 7 Dicembre del 1992. Appassionato di scrittura fin dalla tenera età inizia ufficialmente il suo percorso creativo con un corso di sceneggiatura di sei mesi a Milano. Dopo essersi laureato all’Università degli studi di Torino continua il suo percorso di arricchimento culturale frequentando svariati master di sceneggiatura e la magistrale in Scienze della Comunicazione e Culture dei media. Nel 2020 arriva finalista alla sezione ‘ToFactory’ del Torino Film Festival grazie al corto utopistico ‘Garbage smile' e nel 2017 vince il ‘Mitreo Film Festival’ grazie al corto ‘The Dreamer’. Dal 2018 inizia a lavorare in veste di autore, sceneggiatore e regista per brand e produzioni importanti tra cui Sky Italia, OlzeTv, Universal Music Group e Virgin Records.

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giovedì 25 novembre 2021

Pelle e Ossa di Aleksandr Malinin

Aleksandr Malinin è nato nel 1991 a Joškar-Ola; attualmente vive a San Pietroburgo. Suoi versi sono pubblicati nei siti letterari “Polutona”, “Literratura”, “TextOnly”, “Novaja karta russkoj literatury”, nelle riviste “Vozduch”, “Nosorog”, “Paradigma”, “Kontekst”. Ha pubblicato le raccolte poetiche Legkij vzmach reki [Il lieve battito del fiume] (2016), Nevod [La rete a strascico] (2016). Ha partecipato al tredicesimo Festival dei nuovi poeti (San Pietroburgo 2018). Suoi versi sono apparsi in traduzione italiana nella rivista “Atelier”, nell'antologia Planetaria (Taut 2020), alla cui presentazione milanese è stato invitato (febbraio 2020). Conoscitore della lingua italiana, ha tradotto in russo alcuni poeti italiani contemporanei.

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martedì 23 novembre 2021

Il tempo che trova di Pierluigi Lanfranchi (collana Fuochi diretta da Ottavio Rossani)

Il tempo che trovadi Pierluigi Lanfranchi è un libro surreale, e pure tremendamente reale. È il tempo che trova l’uomo, la donna, i figli, la vita, le cose, la storia, i miti che dalla loro lontananza illuminano il presente, il futuro, il passare della vita. In questo libro - storie raccontate in versi o in prosa poetica (potente suggestione è l’incontro con Brodskij in un viaggio onirico), con una lingua esatta, evocativa - entrano tutti i sogni possibili. L’oniricità del pensiero cosparge spesso i momenti esperienziali. Il tempo passa, il tempo si ferma, salta anche la relatività. Il poeta spazia dai miti alla quotidianità, situazioni tutte filtrate dal sogno che può essere incubo o elegia. La geografia, lo spazio, le città (Parigi, Vilnius, Montreal), non sono solo dimensioni fisiche, sono anche ipotesi di tempo. E se il tempo non è misurabile, sono l’uomo, o la donna, o le cose, ad essere tangibili come ipotesi di vita, ma mai come certezze. Eppure, con Properzio, “la morte non tutto finisce”. Tuttavia insiste il niente alla fine della peregrinazione, però “con te anche niente è già qualcosa”. E questo attiene alla speranza, che non ha nulla in comune con il tempo indefinibile. Il filo del pensiero, che vede il nero e il bianco, che sente il suono e il silenzio, non si spezza, e annoda gli sprazzi di malinconia o di esultanza. Esiste quindi ancora una possibilità di vita, ma non da soli. (Ottavio Rossani)

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giovedì 18 novembre 2021

CLANDESTINI: CLANDESTINOS di Donato Di Poce con la traduzione di Hiram Barrios

Dall’introduzione di Hiram Barrios: ”L’antologia Clandestini / Clandestinos presenta un’accurata selezione di poesie di 65 autori che hanno indagato l’argomento, da diverse angolazioni e con differenti approcci. I poeti qui riuniti si assumono il rischio di scrivere su un tema così delicato: la scorrettezza politica, la posizione discriminatoria o il pregiudizio sono a un passo. Ma i versi che compongono questa antologia ci mostrano che, se c’è un atto di rivendicazione con la parola, è solo a partire dalla poesia…”


Dalla nota dell’autore Donato Di Poce - “Ci sono Clandestini per necessità storica e per violenza culturale o politica, clandestini virtuali e uomini senza futuro, sans papiers e disperati senza identità. Abbiamo assistito e continuiamo a vedere delle vere mattanze di uomini che vagano nell’etere cosmico, uomini in fuga da qualcosa, altri in cerca di un luogo interiore, quelli che cercano un approdo e quelli che non sono mai arrivati, spesso nel silenzio complice dei media o nella spettacolarizzazione che dura il tempo di un TG o di una foto in prima pagina. Poi c’è la condizione culturale e politica di chi si sente o vive da clandestino (poeti, scrittori, emarginati, minoranze etniche, culturali o religiose). A tutte queste voci sommerse questa Antologia di versi ha dato voce e ascolto, a tutti quei desideri incompiuti che costituiscono l’anima del mondo e ci aiutano a sopravvivere tra i fili della memoria…”

I poeti: Antonella Anedda, Marco Annicchiarico, Simone Bandirali, Antonio Bassano, Diana Battaggia, Maria Cristina Biggio, Monica Borettini, Alessio Brandolini, Alessandro Broggi, Daniela Cabrini, Roberto Carifi, Alberto Casiraghy, Fabrizio Cavallaro, Ennio Cavalli, Reinhard Christanell, Vittorio Cozzoli, Stefania Crema, Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Gianni D’Elia, Antonio Della Rocca, Donato Di Poce, Roberto Dossi, Anna Maria Farabbi, Giuseppe Fida, Aldo Forbice, Tiziano Fratus, Sergio Gabriele, Nausicaa Giannino, Federico Gismondi, Tomaso Kemeny, Sergio La Chiusa, Vivian Lamarque, Anna Lauria, Paola Lazzarini, Franco Loi, Attilio Lolini, Andrea Longega, Monica Maggi, Ivano Malcotti, Alberto Manzoli, Piero Marelli, Giuseppe Martucci, Alda Merini, Mauro Montini Bellosio, Alessandro Moscè, Giampiero Neri, Claudio Pagelli, Corrado Paina, Erminia Passannanti, Luisa Pianzola, Raffaele Piazza, Luca Picasso, Giovanna Previti, Gianni Priano, Icaro Ravasi, Patricia Roaldi, Roberto Roversi, Biagio Salmeri, Evelina Schatz, Marco Simonelli, Santi Spadaro, Italo Testa, Mary Barbara Tolusso, Cesare Viviani

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Luce e Rinascita la nuova antologia a cura di Andrea Tavernati e Laura Garavaglia del Festival Europa in Versi 2021

“Luce e Rinascita” è il tema dell’11° edizione del Festival Internazionale di Poesia Europa in versi, organizzato da La Casa della Poesia di Como ODV. Il tema di quest’anno vuole sottolineare come, sia pure lentamente e con ancora tante incognite e difficoltà, il periodo difficile che abbiamo vissuto a livello globale in questo ultimo anno e mezzo stia lasciando spazio a un miglioramento. E come l’espressione “venire alla luce” significa nascere, il messaggio che quest’anno Europa in versi vuole trasmettere è proprio quello di una ri-nascita, di un ri-tornare ad una “normalità” che forse tutti prima della pandemia davamo per scontata: ci siamo resi conto che così non è e che questa “normalità” è un bene prezioso che nel futuro dovremo cercare di proteggere e mantenere. (dall’introduzione di Laura Garavaglia)


“Così, se nell’edizione precedente del Festival era stato facile associare la poesia a un concetto di resilienza, connaturato allo stesso persistere del fare poetico come punto di riferimento in una situazione drammaticamente destabilizzata, è logico chiedersi come si proponga la poesia in risposta alla tanto agognata “nuova” normalità, sempre più impregnata di desiderio di ritornare alla normalità tout-court. Punto e basta.” (dall’introduzione di Andrea Tavernati)

Gli autori dell’antologia: Pietro Berra, Attila F. Balazs, Ion Deaconescu, Milo De Angelis, Choi Dongho, Mauro Ferrari, Vincenzo Guarracino, Sandor Halmosi, Kieu Bich Hau, Kim Kooseul (김구슬), Dante Maffia, Mirna Ortiz López, Claudio Pozzani, Claudia Radogna, Ottavio Rossani, Massimo Silvotti, Valeriu Stancu, Dmytro Tchystiak, Bill Wolak, Franca Mancinelli, José Ramón Ripoll, Gisella Genna, Claudio Pagelli, Luisa Pianzola, Massimiliano Marrani, Gianluca D’Andrea, Tiziana Denovellis, Julia Pikalova, Giancarlo Stoccoro, Jacopo Aldrighetti, Silvia Atzori, Cloe Burali, Luigi Fasciana, Crina Popescu

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Eresia per un giorno perso di Valeriu Stancu

Valeriu Stancu è un esponente significativo di quelle letterature dei paesi dell’est ancora complessivamente poco conosciute nell’Europa occidentale – soprattutto la poesia - ma ricche di una loro personalità e tradizione, non solo profondamente radicate nella storia del paese, ma in continuo dialogo con i modelli alti del mainstream mitteleuropeo. Valeriu Stancu è un caso emblematico di questa condizione “periferica”, che va sempre più sgretolandosi in un mondo 2.0, ma che consente ancora il privilegio dell’ “elicopter view”. Ci troviamo di fronte ad un poeta che guarda con amore e dedizione al simbolismo francese, di cui cita espressamente i numi tutelari Rimbaud e Baudelaire, prescindendo da ogni localismo e riferimento diretto alla sua travagliata Romania. (Andrea Tavernati)

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P. P. Pasolini: l'ossimoro vivente di Donato Di Poce

“…Ma la continuità è dovuta al persistere dell’oxymoron, cioè a definire le cose per opposizione… si può affermare che Pasolini vive storicamente per accumulazione, e che il suo conoscere, non dialettico, è dovuto all’eterna coesistenza degli opposti….l’attualità del libro … sussiste unicamente in una esplosione (più o mene generosa, più o meno felice ) di vitalità…”

 

P.P.Pasolini da Il Portico della Morte, Garzanti, 1988, pag. 284.

Dopo le recenti pubblicazioni critiche dell’autore su Artaud e Giordano Bruno (Un Poeta al rogo: Giordano Bruno, il poeta-philosophus dei poetici furori, Eretica Edizioni, Buccino (SA), 2021. ISBN 978-88-334-239-6; ARTAUD: Il Poeta e il suo doppio, I Quaderni del Bardo Edizioni, Sannicola(LC), 2019), l’autore ci regala questo aureo, passionale e competente libro di critica letteraria su Pasolini

 

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martedì 16 novembre 2021

Incontro alla vita! di Ibrahim Saeed ed Elena Del Coco

 Ho imparato che posso accogliere il dolore e la sofferenza"

per tramutarli in Forza, Coraggio, Amore e Volare più in alto che posso!
Ibrahim Saeed



Elena e Ibrahim si sono conosciuti nel settembre del 2018. “Ibra” come da subito Elena ha cominciato a chiamarlo, era in Italia da pochi mesi.
Elena: “Ogni ragazzo è speciale a suo modo ma Ibrahim, determinato e sicuro di sé, aveva nello sguardo una Luce particolare che si accendeva, aumentava o sfumava ogni volta che parlava, irradiando tutto ciò lo circondasse”! È un ragazzo in gamba che va incontro alla vita nonostante tutto, con grande fiducia e uno splendido sorriso!
Ibrahim: “Elena è uguale alla mia mamma biologica, però è bianca! Questa è l’unica differenza tra loro. Dice le stesse cose che mi diceva la mia mamma, parla con me come ad un figlio, insegnandomi ad essere libero, sempre!

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lunedì 15 novembre 2021

Appunti per una fenomenologia dello spirito iniziatico di Stefano Donno - Introduzione di Enrica Perucchietti

Non è il momento di fuggire davanti all’attuale crisi verticale senza portare quella Luce necessaria per orientarsi anche in quei luoghi nel bosco dove la vegetazione si fa più fitta, o i sentieri si interrompono improvvisamente. Non è cioè il momento di retrocedere di fronte ai mali del mondo, anzi, è proprio in questo momento che ci si deve fare forza e combattere, portando la Luce nel mondo per condividerla con gli altri Fratelli e Sorelle. (Stefano Donno)

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Breve commentario alla Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto: nuova edizione

«La Tavola Smeraldina ha rappresentato una bussola fondamentale per raggiungere il centro del cuore, per vedere con altri occhi che cosa siamo e che cosa possiamo diventare. Scendendo nelle profondità del nostro essere, in silenzio e rispettando il silenzio... si potrà divenire un essere tre volte grande, libero, forte, amorevole, unico diradando le tenebre e divenendo guida sicura e fermo punto di riferimento per gli altri». (Stefano Donno)


«La Tavola Smeraldina si muove su più fronti, passando dalla mitologia all'ermeneutica, dall'ermetismo alla psicoanalisi». (Enrica Perucchietti).

Uno studio per iniziati, un approfondimento per chiunque abbia voglia di conoscere e conoscersi. 

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sabato 13 novembre 2021

E se raccontassi di Giuseppe Zilli

Molte poesie sono accompagnate da un’immagine, che non è l’illustrazione dei versi. Immagini semplici, che hanno una forma autonoma, ma nello stesso tempo racchiudono il senso dei versi, ai quali fanno riferimento. La disposizione dei versi e delle immagini è collocata in modo tale che i versi siano la lingua originale, le immagini la traduzione e come tale una interpretazione, che non rispecchia la parola. La matita va per conto suo e io la lascio tracciare, per interpretare e scrutare l’imprevisto. (Giuseppe Zilli)


Giuseppe Zilli vive a San Donato di Lecce, dove è nato nel 1956. "Cercatore di Cuti" passeggia per la campagna Salentina in cerca di pietre da lavorare. Pittore e scultore ha partecipato alla 54^ Biennale di Venezia per le arti figurative. Ultimamente ha cominciato a pubblicare le sue poesie, tra i libri editi: Arc‑en‑ciel nel 2018, L'albero dei lumi nel 2019.

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Morte annunciata di un rompicoglioni: la tragica fine di Peppino Basile di Giuseppe Puppo

La notte del 14 giugno 2008, alla fine di un sabato memorabile, in cui era arrivato finanche il Papa, l’ultimo giorno di vita di Peppino Basile, nella periferia già quasi campagna di Ugento, un’auto è ferma nel buio, a fari spenti, vicino casa sua. A bordo, ci sono due sicari, che preparano i pugnali, aspettando che ritorni. In pochi minuti, si compie subito dopo la tragica fine, rimasta senza colpevoli, impunita, mistificata e dimenticata, del consigliere dell’Italia dei Valori, che aveva un sogno: “vedere questa terra crescere per il domani dei nostri figli”, senza ingiustizie, prevaricazioni, speculazioni economiche e politiche, e disastri am­bientali. Una morte annunciata. Come quella di Santiago Nasar, il protagonista della storia vera romanzata da Gabriel Garcia Marquez, con cui Giuseppe Puppo traccia convergenze parallele incredibili. Non dimentica però di essere prima di tutto un giornalista, e basa tutte la sua ricostruzione su una meticolosa raccolta delle testimonianze di amici e conoscenti, sulla verifica delle fonti, e sui riscontri og­gettivi. Fino alla fine, in cui, nell’appendice, come da inchiesta giornalistica apre nuovi scenari investigativi, fra l’altro rimasti in grande evidenza e forse oggi più che all’epoca di straordinaria attualità. Supermercati, strade, piazze, voci e volti, suoni, profumi e respiri, finanche le canzoni che manda il disk jockey della radio o della balera, inseriti in una nor­malità di routine a volte nostalgica, in una geografia dell’anima, fra i viaggi di emigrati sempre in procinto di tornare: al mare su cui galleggia il loro cuore, ai ricordi del sole che spacca le pietre, alle malinconie dei profumi d’autunno e al vento gelido del lento inverno salentino. Fino alle nuove realtà, perché poi su tutto prevale la voglia di riscatto, per riscuotere quei crediti che si aspettano, ma non arrivano, e si cercano allora nella politica, nell'aiutare chi ha bisogno, nel desiderio di combattere le ingiustizie, di indagare dove non si dovrebbe, per far emergere situazioni di illegalità e di sopraffazione. È in questa atmosfera com­plessa che si muove la figura semplice di Peppino Basile, che aspetta ancora non solo giustizia, ma pure dignità.

 

Giuseppe Puppo, 63 anni, giornalista di cronaca, attualità e cultura, per oltre trenta anni nel Nord Italia. Ha collaborato a quotidiani, settimanali e periodici nazionali. Ha scritto una dozzina di libri di inchieste e di approfondimenti, un romanzo, una rac­colta di racconti, e sei opere teatrali. Tornato a Lecce, la sua città natale, fonda e dirige il quotidiano leccecronaca.it.

 

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venerdì 12 novembre 2021

Lux: Abitare la luce di Autori Vari a cura di Donato Di Poce e Maddalena Castegnaro Guidorizzi

Ogni artista si è reso fiamma nello slancio di proiettarsi al di là di se stesso e di dare genesi a nuove metaforiche esistenze: questa arte è dono di vita e di poesia che si rinnova per noi lettori nella visione delle immagini di luce. Maddalena Castegnaro Guidorizzi (Responsabile del Presìdio del Libro Archivio del Libro d’Artista VerbaManent di Sannicola - Lecce)

La tendenza comune che si coglie in tutte le opere è quella della contestualizzazione della candela in rapporto con gesti, emozioni, ambientazioni quotidiane, una voglia di vivere ed abitare la luce, porgerla in dono a se stessi e alle generazioni future (Donato Di Poce – poeta, critico d’arte curatore de I Quaderni d’Arte del Bardo)

Gli artisti - Daniela Antonello, Juan Arias Gonano, Angela Barbera, Oriana Bassani, Renato Begnoni, Fernando Bevilacqua, Fulvio Bortolozzo, Mara Caruso, Urmila Chakraborty, Véronique Champollion, Li Chen, Laura Cingolani, Giorgio Corallo, Carmela Corsitto, Maria Credidio, Ornella Cucci, Eleonora Cumer, Jhuma Datta, Danilo De Mitri, Teo De Palma, Aldo Fiorillo, Pierluigi Fornasier, Ombretta Gazzola, Roberto Gianinetti, Astrid Astra Indricane, Maria Korporal, Beatrice Landucci, Clarissa Lapolla, Gulla Larsen Ronnow, Leite Kronbauer Jussara, Mario Lo Coco, Ruggero Maggi, Erminia Marasca Soccol, Emanuela Mezzadri, Daniele Notaristefano, Nicoletta Palastrelli, Corradino Pellecchia, Enzo Pellegrini, Pio Peruzzini, Franco Piavoli, Mario Piavoli, Laura Pitscheider, Giovanni Ronzoni, Letizia Rostagno, Paola Scialpi, Daniele Sforza, Gianni Maria Tessari, Luciana Trappolino, Maria Grazia Zanmarchi

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ANATOMIA DELLO STRAZZO: D’inciampi e altri sospiri di Nunzio Festa

Lo “strazzo” è la distruzione del Carro Trionfale di cartapesta omaggiante Maria Santissima della Bruna di Matera, protettrice di Matera, che si ripete ogni 2 di luglio. La folla si tiene in fermentazione. Attende il carro, deve distruggerlo. La base del Carro è di legno e acciaio; il suo tessuto di pelle cangiante ogni anno, appunto, è opera d'arte in cartapesta, sempre a tema Vangelo. La folla fermenta, mentre aspetta quattro coppie di muli che portano la statua e la sua base di grande pregio.

Prefazione di Francesco Forlani. Postfazione di Gisella Blanco. Nota di Chiara Evangelista

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Su questa pietra: Nuove poesie e visioni dalla quarantena di Pietro Berra

Alberi e pietre appartengono al mondo dei ciclopi e dei titani. E tu, Pietro, se sarai bravo forse potrai raccontare le loro imprese al mondo degli umani.«Un’opera densa, compatta, costruita con il metodo della speranza e del dono»

Dall’introduzione di Stefano Donno

Con foto/contributi di Leonardo Berra, Mirna Ortiz Lopez, Paola Arias

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Il culto solare di Andrea Antonello Nacci

Andrea Nacci analizza ed approfondisce alcuni aspetti di uno dei simboli più importanti, il Sole, che, con la Luna, ha esercitato un profondo fascino in tutta la storia umana. Fonte di vita, di luce e rigenerazione, la forza di questo simbolo è stata usata dai miti di ogni tradizione, per narrare le discese e le ascese di esseri divini che hanno portato la civiltà e la conoscenza agli uomini, per illuminare la strada a tutti i semidei ed eroi che da)lle tenebre si proiettano verso la luce. (Maria Grazia Giorgino)

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mercoledì 10 novembre 2021

Identità Informi … Dove non ci sono mani di Mauro Marino e Stefano Donno

 (…) Le cose non hanno significato, hanno esistenza, tutto si compone intimamente come gli elementi chimici nei corpi viventi. Donno racconta digitalmente idee e fantasmi, quella spaventosa realtà nascosta ai più, la materia digitale con le sue simmetrie e asimmetrie e un linguaggio carico di particolari rivestimenti ritmici; e questa sua poetica personale, matura, oggi certo promossa, si lascia leggere aperta, inquieta, problematica, in cammino tra frammenti, resti, decomposizioni, fantasmi. Donno libera la carica che si cela sotto le cose, risignificandola in quel nunc aeternum che è l’attimo, e ricomincia il suo pellegrinaggio verso una meta, verso un’altra meta  che è impossibile prevedere. (dal blog di Carlo Franza su Il Giornale.it)

“La poesia di Mauro Marino cerca compiutamente la vita, la rincorre, la scompone, la ricompone. La vita è incontro, è spazio condiviso, è compartecipazione, è slancio vivido, vibrazione compagna. La poesia di Mauro è ascolto, un prestare attenzione alle sollecitazioni degli altri. La sua poesia è etica di comportamento, intesa come pane cereale che si spezza tutti assieme, per avere la ragione e la forza di resistere, per avere fiato, trasalimento. La sua poesia è coralità, perché tutti assieme dobbiamo salvarci la vita.” (Marcello Buttazzo su Salento Poesia)

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MARE NELLA PIETRA: MER DANS LA PIERRE di Dmytro Chystiak

È una Natura trasfigurata, appunto, in simboli ed archetipi che emergono da quella dimensione profonda che appartiene a ciascun essere umano, l’inconscio collettivo junghiano. (dalla prefazione di Laura Garavaglia)

La poesia di Dmytro Chystiak non è romantica, non può esserlo perché il Nostro nasconde tra i versi qualcosa di iniziatico ed estatico insieme (dalla postfazione di Stefano Donno)

Dmytro Chystiak è un poeta di lingua ucraina e francofona, scrittore di racconti, storico dell'arte e della spiritualità, critico letterario e traduttore. È professore alla National Taras Shevchenko Kyiv University e al centro Europeo di traduzione letteraria di Bruxelles, responsabile delle raccolte letterarie delle case editrici ucraina "Summit-Knyga" e francese "L'Harmattan". Ha pubblicato 65 libri, alcuni dei quali tradotti in Albania, Azerbaigian, Belgio, Bulgaria, Francia, Ungheria, Giappone, Macedonia, Moldova, Romania e Serbia, vincendo premi internazionali. Ha tradotto molti scrittori internazionali in ucraino e in francese. È il segretario internazionale per le lettere dell'Accademia Europea di Scienze, Arti e Lettere di Parigi. È stato nominato Comandante dell'Ordine delle Arti Ucraino e Cavaliere dell'Ordine Francese delle Palme Accademiche.

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ATHANOR: The Secret Science of the Heart

The time of our civilisation, which is only one of the possible civilisations, can be transcribed synthetically through the categories of thought that specified axiologically its structure and continually remodelled it. Passages never clearly marked, if anything connoted, by that “barbarian residue” which, due to a certain instinctual pertinacity, were painstakingly exceeded. The border between reality and appearance is always very subtle, we find it so, even today in the persistence of certain scientifically anachronistic expressions; let us say, for example, that the sun rises and sets, instead of referring to the horizon. We need some time to get used to something that differs from the perception that we had of the world that is, we need time to change.This, for what it’s worth, is what we believe. In fact, however, it is only the persistences that weaken our conscious presence, which, in turn, manifests itself in a wealth of forms commensurate with the capacity we have to intuit them. Every achievement is as if a new mental being is produced, almost incapable of empathy with the past self. Ultimately, the shift over time determines a change of perspective, by regressing in the memory, we lose the sharpness of the state of mind that led to the choice or for which we risked that move. We simply change our mind and this has the effect of no longer permitting us to be that which we once were. It’s as if they slowly vanish, all the humours or moods that we have experienced converge here - there is no other time and if every shift creates a different vision of the world, everything can be changed in a single instant.

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martedì 9 novembre 2021

Bitches, she is Madonna by Ludovico De Bonis

“I dedicate this book to those who know how to wait, to those who do not stop believing in their dreams, to those who know how to earn things with sweat and will of mind, to those who keep smiling in hard times, to those who think that emotions and passions are the engine of the world.”

Ludovico De Bonis

The author Ludovico De Bonis, with his book, tried to combine his passion (Madonna) with his cultural background, as an expert in Communication and Media Analyst. What makes his work outstanding compared to other works about the artist, is that none of them has neither analyzed the phenomenon from the point of view of the audience, nor focused on the artist's fandom, on her complex identity (as a woman, as a mother and as an international icon) and on the discovery that the performer artist Madonna, according to various sociologists and experts in the sector, is the emblem of popular culture.

Translation - Giacomo Bleve

Cover - Debora Conte

Additional digital editing - Serena Garganese

 

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Verso ... il Futuro: Poesia Visiva di Carlo Stasi

Pur se nato nel cuore dell’Europa ed imbevuto di cultura europea, Carlo Stasi ha radici profondamente radicate nella sanguigna terra salentina. Ha sempre amato viaggiare, spinto da un’intensa passione conoscitiva e da una forte tensione creativa. Alla poesia ha affiancato la musica e la pittura intrecciando sonorità e motivi grafici nelle sue opere: una poesia “iconica”, “da vedere” per “leggere” e “riflettere”, dando “immagine alla parola” e “parola all’immaginazione”. Corredato da interventi critici, questo libro documenta e raccoglie 40 anni della produzione poetica visiva edita ed inedita di questo “artista della parola”.Con la prefazione di Lamberto Pignotti, e gli interventi critici di Giovanni Dotoli, Maurizio Nocera, Francesco Pasca, Massimo Pasca, Raffaele Messinese, Emilio Filieri, Mauro Marino, Paola Scialpi, Andrea D’Urso, Giuliana Coppola, Vincenzo Guarracino, Augusto Ponzio, Luciano Ponzio, Susan Petrilli, Salvatore Luperto, Carmen De Stasio, Antonietta Fulvio, Paolo Vincenti, Alessandro Laporta, Mario De Marco, Chiara Evangelista, Richard Demarco, Stefano Donno, Nicola Salvatore, Donato Di Poce. Postfazione di Donato Di Poce

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25 appuntamenti col sicario + 2 di Tomaso Kemeny

Tomaso Kemeny (Budapest 1938) vive a Milano dal 1948, come anglista ha scritto libri e saggi su Marlowe, Coleridge, Shelley, Lord Byron, Lewis Carrol, Dylan Thomas, James Joyce de Ezra Pound. Ha pubblicato dodici libri di poesia, tra cui l’epos-onirico “La Transilvania Liberata (2005), tradotta in undici lingue, un libro di poetca “L’arte di non morire” (2000), un libro di estetica “Dialogo con Fulvio Papi” (1997), il romanzo “Don Giovanni Innamorato” (1993), il testo drammatico “La Conquista Del Mondo” (1996). Nel 2020 pubblica Per il lobo d'oro con Effigie

Con il poeta Cesare Viviani ha organizzato i seminari sulla poesia degli anni ‘70 presso il Club Turati di Milano (1978 – 79). Tra le sue curatele “La dicibilita’ del Sublime” (1989), “Le avventure della Bellezza” (1988 – 2008). Il 17 marzo del 2011 organizzò l’azione “ITALIA UNITA NELLA BELLEZZA” CON L’CCUPAZIONE DELLA COLLINA DELL’INFINITO A Recanati “2011”.

È uno dei fondatori del movimento Mitomodernista, del movimento ·Poetry and Discovery”, nonche’ della CASA DELLA POESIA DI MILANO (2006).

Informazioni dettagliate sull’autore al seguente link di Wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Tomaso_Kemeny 

Interventi critici di Donato Di Poce, Chiara Evangelista, Laura Garavaglia, Ottavio Rossani

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lunedì 8 novembre 2021

The secrets of Aleister Crowley by Stefano Donno

Figura assai controversa ed obliqua, che si auto/definiva "la Bestia 666", è considerato il fondatore dell’odierno occultismo e fonte di ispirazione per il satanismo, sebbene la maggioranza degli studiosi considerino Aleister Crowley non coinvolto con queste pratiche nefaste. A Crowley è attribuito il maggior tentativo di realizzare una «religione magica», fondata principalmente sulla magia sexualis e la via della mano sinistra. In quest’opera The Secrets of Aleister Crowley viene riportata una sensazionale scoperta che rivela tutto il potenziale Magico del lavoro portato avanti per una vita dall’occultista britannico attraverso un linguaggio altro utilizzato dall’autore, che solo da iniziati di altissimo livello potrà essere compreso e messo in pratica. 

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Il cielo degli azzurri destini di Marcello Buttazzo

Marcello Buttazzo pubblica una nuova raccolta di poesie per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno dal titolo Il cielo degli azzurri destini. Lo stupore per l’immensità dei sentimenti, per le vertigini della vita, nelle ascese di gioie inesprimibili, nutre questo canto poetico unico nel suo genere che guarda dritto negli occhi la Donna attraverso un cuore puro, come archetipo del futuro, della speranza, di un eterno sì all’esistenza di tutti i giorni

Interventi critici di Vito Antonio Conte e Chiara Evangelista

 

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Taccuini d’artista: “Artist Notebooks & Poetry Box” di Donato Di Poce

Se, mi chiedessero: Ma cos’è esattamente un “taccuino d’artista” ovvero un “Artist Notebook”? Potrei rispondere che per me il “taccuino d’artista” è tante cose: non solo e non più un diario, non sempre e non ancora un libro d’artista, non solo un insieme d’idee o una “poesia visiva”, qualcosa di più di un “Carnet de voyage” o di uno “Cahier” delle intenzioni, poi potrei dire che è una lavagna magica di memoria e di desiderio e un feticcio artistico, ma che è soprattutto: una grammatica di icone, segni e scritture, la genesi inconscia di un fondamentale e nuovo medium comunicativo, un’azione creativa e un libro di sogni, un esercizio di libertà, creatività e d’ intimità con il mondo. Se, poi mi chiedessero: Quel è l’importanza storica e la novità estetica dei taccuini? Dovrei rispondere che il taccuino d’artista forse è la più importante novità stilistica contemporanea, ma è allo stesso tempo una riscoperta di un medium che già nel Rinascimento con Leonardo da Vinci aveva trovato il suo più geniale interprete, in cui l’artista ascolta il suo respiro e inventa il suo linguaggio. Ma la vera, grande, novità stilistica e poetica sta nel fatto non tanto di essere feticci unici, ma di essere nel contempo opera e progetto, idea e realizzazione, opera finita e non-finita, molteplice, e simultanea.(dalla nota introduttiva di Donato Di Poce). Cura grafica ed editoriale Giuseppe Mauro

 

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DÒDARO: Dal battito creatore alla rifondazione dell’anthropos di Francesco Aprile

La ricerca di Francesco Saverio Dòdaro, dagli anni Cinquanta fino alla morte dell’autore, avvenuta nel 2018, si è intrecciata con le vicende di alcuni audaci innovatori, contribuendo a sua volta a rinnovare in maniera importante il ventaglio delle ricerche poetiche germinate dal secondo Novecento. Dalle prime combustioni pittoriche al passaggio alla letteratura e alla teoria del testo e dell’arte, dall’avvincente e profonda teoria sulla genesi del linguaggio al rinnovamento dell’oggetto-libro, dal modulo come unità di misura del pensiero alla narrativa postale e all’internet poetry, dalla poesia visiva alla narrativa concreta, dalla letteratura mediatrice di pace al romanzo di cento parole nelle vetrine dei negozi, la ricerca di sempre nuove formule ha animato l’attività dòdariana. Ne viene fuori il profilo articolato di un autore impegnato nell’investimento creativo dei linguaggi, in una prassi di rinnovamento del mondo, oltre che dell’opera, uno sconfinamento dei generi che ha saputo dialogare con le linee portanti della ricerca internazionale, costruendo trame di intervento attivo sul mondo, investigando il libro e la parola poetica nell’ottica eterodossa del travalicamento dei confini fra i linguaggi più disparati. Questo studio vuole offrire un profilo storico-critico degli ambiti di ricerca e dell’opera, attraversandone le diverse fasi evolutive.

 

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Case sepolte di Pietro Romano

Le “case sepolte” di Pietro Romano sono quelle che abitiamo, ma, soprattutto, quelle che ci abitano. Questa sua raccolta, profonda, struggente e a momenti terribile, è una delle più avvincenti che ultimamente abbia letto. (dalla Prefazione di Gian Ruggero Manzoni)

Buona parte della scrittura di Pietro Romano è un susseguirsi ossessivo di domande alla ricerca di un impossibile incontro con sé stesso, che resta in una sorta di nonluogo e nontempo, tra l'atto del vivere morendo e del morire vivendo (Dalla post – fazione di Franca Alaimo)

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Ombre di Paola Scialpi

"Mentre vi scrivo è il 20 aprile 2020 e sono in pieno isolamento a casa per l’emergenza del coronavirus che sta decimando le popolazioni di tutto il mondo in una grave pandemia. Mi sto accingendo a rieditare nuovamente il mio libro “Ombre” dopo tre anni e forse non avrei deciso di farlo se non avessi assistito in questi mesi agli eventi terribili che stanno accadendo. Ciò che mi ha convinta e contemporaneamente afflitta è stato il constatare che le storie da me raccontate nel mio libro sono drammaticamente attuali.Il volumetto di Paola Scialpi è composto da due toccanti ed emozionanti racconti e da relative opere, disegni. Qui prevale il bianco e il nero, la bipolarità cromatica, l’abbondanza e la penuria. Che è la storia di vissuti degli uomini, che traversano i suoi racconti palpitanti. Si tratta di persone che,pur avendo provato la pienezza e la gaiezza, a un certo punto, si devono adoperare per affrontare una nuova condizione esistenziale. Fanno ciò con calma serafica, con una devozione benedetta, perché la vita muta come il giorno, come il sole, come la luna, come le nuvole. Sono persone con una forza d’animo e di volontà encomiabili, che sanno uscire all’aria aperta, che provano gioia, dolore, melanconia. Tutto uno spettro di sentimenti, con la certezza che dalla zona d’ombra si possa uscire, si deve uscire".

(Dalla prefazione di Marcello Buttazzo) 

Paola Scialpi è un'artista che ha esposto le sue opere in luoghi prestigiosi dell'arte contemporanea nazionale e internazionale

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Del consueto vagare nello spirito dell’altro: E. Husserl e P. Ricoeur percorsi dell’intersoggetività di Anastasia Leo

Questo scritto di Anastasia Leo tratta del confronto fra i due autori più influenti del XX secolo: Edmund Husserl e Paul Ricoeur, ai quali è impensabile attribuire una corrente filosofica ben delineata, strutturata, data la vastità di argomentazioni da loro affrontate e soprattutto, per l’intensità e forza di ogni loro pensiero. Tema affrontato come fondamentale in questa sede, è l’intersoggettività secondo i due autori, concentrandosi maggiormente sul pensiero ricoeuriano, e partendo dall’evoluzione del concetto di ‘’coscienza’’ sviluppatosi durante il periodo dei tragediografi greci del IV – V secolo a.C. con Eschilo, Sofocle ed Euripide, per poi maturare in un’analisi sull’attività della coscienza individuale, del passaggio dal personaggio alla persona

 

Anastasia Leo (Copertino, 10/07/1994) vive da sempre a Copertino (Lecce). Influenzata culturalmente dal padre il poeta Maurizio Leo, viene educata dalla più tenera età all’introspezione, maturando capacità di riflessione ed ascolto e portandola ad esprimersi ben presto attraverso la scrittura, in una continua sperimentazione di rappresentazioni immaginifiche delle parole: lavoro culminato nella pubblicazione ‘’Il suono dell’orologio’’ (Luca Pensa editore, 2010, collana Graffiti). Conseguita la maturità classica, si rende conto che nella sua vita subentra un’altra impellente necessità: la filosofia. Sarà proprio in Filosofia, infatti, che si laureerà nel 2018 presso l’Università del Salento. Attualmente, Anastasia Leo continua a studiare presso l’Università degli studi di Torino.

 

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La vena verde di Alessio Arena

«“La morte è la vergogna che avvelena la vita di chi resta”. Lo diceva mio padre, quando mi guardava scomparire nel materasso. E piangere, pensando alle opinioni dei signori.Chi muore, almeno, non deve più curarsene.Mi capita ancora di ripensare al soffitto della mia stanza in quella casa. Un intonaco bianco, con una vena verde. Amavo navigarla con gli occhi da una punta all’altra per ore e ore.Era il mio rifugio, il mio vantaggio su quel mondo tremendo di padri e padroni sovrapposti”»

 

Alessio Arena è nato a Palermo il 12 ottobre 1996. Nel 2018 si è laureato in Lettere presso l’Università degli Studi di Palermo. Nel 2020, in anticipo di un anno accademico, ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze storiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Dal 2018 conduce «La biblioteca di Babele», rubrica di lingua e cultura italiana trasmessa dalla Radio Nazionale argentina. Dal 2018 è collaboratore della sezione «lingua italiana» di Treccani. Dallo stesso anno è Ambasciatore del C. P. per il Club per l’Unesco di Matera attraverso il progetto «Distributori di Poesia». Dal 2019 è cultore di storia del costume presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Dal 2020 è cultore di letteratura e filosofia del teatro, di storia dello spettacolo e di storia del cinema e del video presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a livello internazionale tra cui nel 2016 il I Premio Internazionale «Salvatore Quasimodo», nel 2018 il Premio «Virgilio Giordano», il Premio «Italia Giovane» a Roma e nel 2019 il Premio Internazionale della World Poetry Conference in India. Ha pubblicato, fino ad oggi, nove libri, tra cui cinque raccolte di poesie e due saggi. Alcune sue opere sono state tradotte in spagnolo e in arabo.

Postfazione di Fabrizio Catalano

In copertina opera di Mattia Pirandello

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domenica 7 novembre 2021

Subbuglio di Alessandra Peluso

C’è una tendenza nella poesia italiana che va avanti da sette secoli ed è un portato diretto dell’azione di Francesco Petrarca: il lessico dev’essere rarefatto, selezionato, deve escludere aspetti troppo realistici e diretti, non deve descrivere in modo diretto la realtà. Anche senza conoscere Petrarca (ma i Grandi lo conoscono bene), i nostri poeti non scrivono quasi mai la parola aereo, o ferro da stiro, o melanzana: le loro piante sono il viburno, l’edera, il gelsomino, non la gramigna, il melone, il pomodoro. Abbiamo fatto questa premessa perché Subbuglio, l’ultima raccolta di Alessandra Peluso, è come minimo una lettura sorprendente: riesce a tenere insieme la lezione formale di Petrarca con il punto di vista femminile sull’amore, inteso questa volta più come eros che come agape, aspetto già questo di grande originalità e di cui troviamo pochi precedenti nella poesia italiana. Riesce a sublimare, attraverso un linguaggio etereo e ricercatissimo, aspetti intimi. Suggerisce, non descrive. Inspira ed espira seguendo il ritmo binario della natura, che è quello delle maree. Quello della notte e del giorno. Quello della terra e del cielo. Quello del silenzio e del suono. Quello del battere e levare. Quello della sensualità. Quello della sessualità. (Marcello Aprile - Ordinario Linguistica italiana, Università del Salento)

 

Alessandra Peluso. Amante della libertà. Di ogni luogo. Delle anime. Collabora con l'Università del Salento (Bioetica, Filosofia politica, Storia della pedagogia) e con l’Università di Urbino Carlo Bo (Storia della filosofia, Filosofia della cultura). La prima raccolta di versi è “Canto d’Anima Amante” (2010), “Ritorno Sorgente” (2013), a cui è seguita “Sul Boxer del Nonno verso la Poesia” (2016).In copertina opera dell'artista Benedetta Longo

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OTRANTO, IL PALINDROMO DEL TEMPO: a proposito di Singlossìa e di Sator di Francesco Pasca

I luoghi hanno parole che custodiscono il senso profondo, ancestrale, che stringono l’enigma e attendono il suo disvelamento per poi poterlo...